Dalle alghe alla blockchain: la rivoluzione green che ha dominato la Fashion Week

L’ecosostenibilità è stata una protagonista assoluta e un punto di svolta cruciale nelle Fashion Week del 2025, in particolare a Milano. Non è stata solo una tendenza, ma l’asse portante per l’innovazione e la riorganizzazione dell’industria, spinta da normative più stringenti (come l’obbligo europeo di raccolta differenziata dei tessili) e dalle crescenti richieste dei consumatori. Il 2025 è stato definito “l’anno della moda eco-friendly” e ha segnato una forte accelerazione verso la moda circolare e la trasparenza etica.

I pilastri dell’ecosostenibilità nella Fashion Week edizione 2025 sono stati molteplici, e tutti di grande importanza, in primis l’innovazione radicale nei materiali. L’attenzione si è spostata su materiali rigenerativi e alternativi, che riducono l’impatto ambientale della produzione tessile:

Upcycling e Riciclo: la tecnica dell’upcycling (riutilizzo creativo di capi esistenti) è passata da nicchia a pilastro fondamentale del design. Molti brand hanno presentato collezioni realizzate con materiali riciclati o riciclabili, promuovendo il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti.

Tessuti derivati da Scarti Alimentari: ll’innovazione Made in Italy ha brillato con tessuti ottenuti da sottoprodotti dell’industria alimentare, come la fibra di agrumi (Orange Fiber), la pelle vegana da scarti della vinificazione (Vegea) e le fibre dalle proteine del latte (QMilk).

Materiali Biologici e Compostabili: forte enfasi su fibre naturali a basso impatto come canapa, cotone biologico, e nuovi materiali derivati da funghi (Mylo™, un’alternativa alla pelle) e alghe marine.

Focus su Circolarità e Rifiuti Tessili

La gestione sostenibile dei rifiuti è diventata una priorità, anche alla luce delle nuove normative europee sulla raccolta differenziata dei tessili (anticipata in Italia al 2022). Gestione Rifiuti: l’attenzione è stata posta sulla riduzione dei rifiuti da eventi e sull’impegno dei brand per il riciclo dei tessuti nelle loro collezioni. Modelli Slow Fashion: la filosofia slow fashion ha guidato lo sviluppo di iniziative di moda circolare che prevedono la progettazione di capi durevoli, sistemi di raccolta e riutilizzo, e lo sviluppo di servizi di noleggio e riparazione.

Impegno Etico e Trasparenza Tecnologica

La sostenibilità è andata oltre i materiali, inglobando aspetti etici e l’uso della tecnologia per la tracciabilità. Tracciabilità Digitale: molti brand hanno adottato sistemi basati su Blockchain e QR code intelligenti sulle etichette per garantire la trasparenza e la tracciabilità etica della filiera, permettendo ai consumatori di conoscere l’origine dei materiali e le condizioni di produzione. È aumentato l’impegno per la transizione energetica, con brand che firmano contratti con fornitori di energia rinnovabile e partecipano a progetti di compensazione delle emissioni (es. riforestazione). I Sustainable Fashion Awards 2025 hanno continuato a premiare l’eccellenza in categorie specifiche, come l’economia circolare, l’azione per il clima e l’impatto sociale, consolidando il legame tra istituzioni, creatività e sostenibilità.

Brand di lusso come Gucci, Prada e Fendi sono stati evidenziati per il loro crescente impegno nella moda circolare e la promozione di alternative etiche, come la scelta fur-free. Le Fashion Week del 2025 hanno quindi mostrato una moda in piena evoluzione, che utilizza la creatività e l’innovazione tecnologica come strumenti per raggiungere standard di responsabilità ambientale e sociale più elevati. Comunque, sebbene molti marchi abbiano mostrato un forte impegno per la sostenibilità (tra cui Gucci, Prada, Fendi, e vincitori di premi come Lenzing, Cavia e Brunello Cucinelli), la stilista che si è distinta maggiormente per l’estensione e la coerenza del suo manifesto ecologico durante le Fashion Week del 2025 è stata Stella McCartney.

Stella McCartney è una pioniera del lusso sostenibile ed ha utilizzato la sua piattaforma in modo incisivo per spingere l’innovazione. Il brand si è distinto in particolare per la massima percentuale di materiali consapevoli: la sua collezione Estate 2025, intitolata “Save What You Love”, è stata realizzata con il 96% di materiali consapevoli (la sua selezione più sostenibile di sempre). Il brand mantiene una coerenza totale nell’essere 100% cruelty-free, schierandosi apertamente contro l’uso di pelle, pelliccia, pelli esotiche (come pitone e struzzo), piume e colla animale.

Innovazione Vegana e Materiali Alternativi: la McCartney continua a essere un punto di riferimento per le alternative vegane di lusso. Ha messo in prima linea la nuova icona vegana, la borsa Ryder, e ha continuato a sviluppare e utilizzare materiali innovativi e di origine vegetale in alternativa alla pelle animale. Ha rinnovato la partnership con Adidas, portando in passerella sneakers unisex realizzate con materiali vegani e riciclati.

Il Messaggio come Manifesto Etico: la sfilata Autunno/Inverno 2025-26 (intitolata “Laptop to Lapdance”) ha non solo definito un nuovo guardaroba day-to-night, ma è stata anche presentata con il messaggio esplicito di schierarsi “per le donne, per gli animali, per tutti”, posizionando la moda come una forza viva e positiva al servizio del mondo. L’azienda è stata anche riconosciuta come una delle pioniere che ha scelto di affidarsi a fornitori di energia rinnovabile per alimentare i suoi eventi durante le Fashion Week. In sintesi, Stella McCartney ha continuato a eccellere non solo introducendo singoli capi sostenibili, ma presentando intere collezioni come un manifesto etico e di innovazione tessile, consolidando il suo ruolo di leader nel definire come deve essere il lusso sostenibile.

Il panorama delle Fashion Week 2025 ha dunque dimostrato in modo inequivocabile che l’ecosostenibilità non è più una nicchia o una semplice tendenza, ma il futuro intrinseco e ineludibile dell’industria della moda. I grandi marchi e i designer emergenti sono stati chiamati a rispondere a un duplice imperativo: l’innovazione creativa e la responsabilità ecologica. La moda, in sintesi, sta tessendo un nuovo “filo verde”: quello che unisce l’alta sartoria alla circolarità, la creatività alla consapevolezza. Le passerelle non sono state solo vetrine di stile, ma veri e propri manifesti di un cambiamento culturale che riconosce che il vero lusso, oggi, è l’impatto positivo sul pianeta. La sfida ora è mantenere questa accelerazione e trasformare l’obiettivo del 96% di materiali consapevoli in uno standard per tutti, dimostrando che l’eleganza non deve mai compromettere il futuro.

Ely

Lascia un commento

Sito web creato con WordPress.com.

Su ↑