L’eleganza veneziana come musa: disegnare capi ispirati a Burano

Ci sono luoghi che non si limitano a essere visitati: si lasciano indossare. Per me, Burano è uno di questi. Un’isola che sembra dipinta a mano, dove ogni casa racconta una storia attraverso il colore e ogni dettaglio custodisce una tradizione antica. È proprio da qui che nasce l’ideazione dei miei nuovi disegni di capi eleganti da donna: dall’atmosfera sospesa e affascinante della laguna veneziana. Passeggiare tra le calli di Burano significa immergersi in una tavolozza vivente: rosa cipria, verde smeraldo, giallo ocra, blu cobalto. Le facciate delle case si riflettono sull’acqua creando giochi di luce e trasparenze che sembrano tessuti in movimento. Nei miei bozzetti ho voluto catturare proprio questa vibrazione cromatica, trasformandola in abiti che alternano: tonalità pastello delicate, contrasti più audaci, sfumature sovrapposte come veli d’acqua.

Ogni capo nasce come una piccola architettura sartoriale, dove il colore non è mai casuale, ma dialoga con i volumi e con la luce. Non si può parlare di Burano senza evocare la sua tradizione più preziosa: il merletto. Il celebre Museo del Merletto di Burano racconta secoli di arte paziente, fatta di mani esperte e dettagli infinitesimali. Nei miei disegni, il pizzo non è solo decorazione, ma struttura narrativa del capo. Lo immagino: applicato su trasparenze leggere, sovrapposto a sete fluide, accostato a tessuti più corposi per creare contrasti tattili.

Il ricamo diventa così un ponte tra passato e contemporaneità, un elemento capace di rendere ogni abito sofisticato ma vivo.

Uno degli elementi chiave della mia ricerca stilistica è la sovrapposizione. Strati di chiffon, organza e tulle che si intrecciano come le correnti della laguna. Le gonne si aprono in volumi stratificati, le maniche si velano di trasparenze, i corpetti alternano pieni e vuoti. È un gioco di equilibrio tra leggerezza e struttura, tra ciò che si mostra e ciò che si intuisce.

Proprio come Venezia, che si rivela poco a poco.

Accanto alla delicatezza del pizzo e dei ricami, ho voluto inserire un elemento più deciso: la pelliccia. Non come protagonista assoluta, ma come dettaglio strategico: bordature su mantelle eleganti, colletti morbidi su abiti strutturati, inserti che spezzano la leggerezza dei tessuti. La pelliccia aggiunge profondità visiva e materica, evocando le atmosfere invernali della laguna, quando la nebbia avvolge i palazzi e tutto appare più intimo, quasi segreto.

L’obiettivo di questa collezione non è una semplice reinterpretazione folkloristica. Non si tratta di “riprodurre” Venezia, ma di tradurne l’essenza. Da un lato artigianalità, ricami complessi, pizzi preziosi. Dall’altro linee contemporanee, silhouette pulite, costruzioni sartoriali essenziali. È un equilibrio sottile, proprio come quello che si respira tra le calli silenziose e la vivacità cromatica delle facciate di Burano.

Ogni bozzetto nasce da un’emozione: un riflesso sull’acqua, una finestra socchiusa, un merletto osservato da vicino. L’eleganza che cerco di raccontare non è mai ostentata, ma affascinante e magnetica, come l’anima veneziana. Creare questi capi significa trasformare un luogo in esperienza da indossare. Significa prendere l’arte del dettaglio tipica di Burano e cucirla addosso a una donna contemporanea, sicura, raffinata e consapevole della propria unicità. Perché la moda, quando è autentica, non segue semplicemente le tendenze: racconta storie. E questa storia profuma di laguna, di pizzo e di luce veneziana.

Ely

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