Ritratto di famiglia

Fin da adolescente ho sempre amato moltissimo sfogliare gli album di fotografie, perchè quelle foto erano in grado di riportarmi in dietro nel tempo e  farmi rivivere momenti spensierati ed emozionanti passati con la mia famiglia e con amici. Ma ancora di più mi hanno sempre affascinato quelle molto vecchie, risalenti ai nonni e ai genitori di mia madre, quelle foto in bianco e nero o color sepia, dai bordi spessi e zigrinati, che ritraevano visi di uomini dai lineamenti segnati dai lavori nei campi, da bambini che giocavano nei cortili o correvanno liberi nei prati, gruppi di famiglie riuniti per occasioni speciali, matrimoni, nascite, rappresentazioni teatrali.

Since I was a teenager I have always loved to browse through photo albums, because those photos were able to take me back in time and make me relive carefree and exciting moments spent with my family and friends. But even more, I was always fascinated by the very old ones, dating back to my mother’s grandparents and parents, those photos in black and white or sepia, with thick and knurled edges, which depicted the faces of men with features marked by work in the fields , from children playing in the courtyards or running free in the meadows, groups of families gathered for special occasions, weddings, births, theatrical performances.

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Quando guardo queste foto rimango impigliata in una ragnatela di curiosità e sono affascinata da quel mondo che alla fine ritrae persone come noi, ma che vivevano in un contesto e in una realtà molto lontana dalla nostra. I nostri avi sono le nostre radici, coloro ai quali dobbiamo sempre rivolgere un pensiero di amore e gratituine. E attraverso cui possiamo scoprire molto su come era la vita prima del progresso al quale ormai noi siamo abituati. Si aprono spaccati di vita quotidiana che ci raccontano gli usi ed i costumi di un secolo fa, e tutto può apparire avvolto da un velo di “magica stranezza”.

When I look at these photos I get caught up in a web of curiosity and I am fascinated by that world that at the end portrays people like us, but who lived in a context and in a reality very far from ours. Our ancestors are our roots, those to whom we must always turn a thought of love and gratitude. And through which we can find out a lot about what life was like before the progress we are used to. Cracks of everyday life open up that tell us about the uses and customs of a century ago, and everything can appear wrapped in a veil of “magical strangeness”.

Le foto che ho trovato nella grossa scatola dei ricordi di mia madre, risalgono agli anni 1930/1940, e ritraggono la sua famiglia, i suoi genitori, e la mia città, Como, che ai miei occhi appare così diversa ma sempre bellissima. Nessun commento, lascerò a voi la libertà di riempirvi gli occhi della purezza di una foto in bianco e nero e di occhi che ancora oggi parlano di noi e del nostro passato.

The photos I found in the big box of my mother’s memories date back to the years 1930/1940, and they portray her family, her parents, and my city, Como, which in my eyes looks so different but always beautiful. No comment, I will leave you the freedom to fill your eyes with the purity of a black and white photo and eyes that still speak of us and our past.

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Senza il passato non ci sarebbe il futuro.

A presto amici!

Without the past there would be no future.

See you soon friends!

Eli

 

 

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