Ci sono sogni che non fanno rumore, restano lì, in un angolo della nostra vita, magari per anni. Non chiedono attenzione, non pretendono nulla, aspettano soltanto che troviamo il coraggio, o forse il momento giusto, per tornare a guardarli negli occhi.
Oggi voglio raccontarvi una storia. La mia. Non quella di una scrittrice famosa, non quella di una persona che ha sempre saputo esattamente dove voleva arrivare e che ha seguito un percorso lineare, fatto di successi e traguardi programmati. Voglio raccontarvi la storia di una donna creativa, con la testa piena di idee, un’immaginazione che spesso corre più veloce della realtà e un bisogno quasi fisico di dare forma a ciò che le passa per la mente. Una donna che, a un certo punto della sua vita, ha deciso di scrivere un romanzo.
Quel romanzo si chiama Entità Inverse. E oggi, a distanza di circa dieci anni dalla sua prima pubblicazione, è tornato a vivere su Amazon Kindle. Ma facciamo un passo indietro!
Tutto è cominciato con una storia che voleva essere raccontata
Chi mi conosce sa che la creatività ha sempre fatto parte della mia vita. Per tanti anni il mio mondo è stato quello della moda, del disegno, dei tessuti, dei colori e delle collezioni. Ho sempre avuto bisogno di immaginare qualcosa che ancora non esisteva e poi trovare il modo di renderlo concreto. Disegnare un abito, inventare una stampa, costruire un’immagine o dare vita a un personaggio, in fondo, hanno qualcosa in comune: tutto comincia nella testa, ma prende davvero forma soltanto quando decidi di metterci le mani. Con la scrittura è successo qualcosa di simile: ad un certo punto ho sentito il desiderio di raccontare una storia che andasse oltre la quotidianità, che mescolasse mistero, fantascienza, antiche civiltà, sentimenti e interrogativi sull’esistenza umana. Non volevo scrivere una storia prevedibile, volevo creare un mondo nel quale il lettore potesse entrare senza sapere esattamente dove lo avrebbe portato il viaggio.
E così sono arrivati Elisabeth e Alexander, Imothep, Neferisi, Spader, i misteriosi sarcofagi inversi e quell’Egitto che, pagina dopo pagina, è diventato molto più di una semplice ambientazione. È diventato il cuore di una vicenda che attraversa epoche diverse e mette in discussione tutto ciò che crediamo di conoscere. Ricordo quanto fosse stimolante costruire questo universo narrativo, intrecciare personaggi, relazioni, segreti e avvenimenti. Ogni elemento doveva trovare il proprio posto, ogni dettaglio doveva avere un significato. E soprattutto volevo che, dietro il mistero e la componente fantascientifica, ci fosse qualcosa di profondamente umano, perché, per quanto lontano possa portarci la fantasia, sono sempre le emozioni a rendere una storia vicina a chi legge.

Entità Inverse: un mistero che attraversa il tempo
Per chi ancora non conosce il romanzo, provo a raccontarvi qualcosa senza rovinarvi il piacere della scoperta.
La storia ruota attorno a Elisabeth e Alexander, due gemelli la cui esistenza nasconde qualcosa di straordinario. La loro vita prende una direzione inaspettata quando emergono verità che sembrano appartenere a un passato lontanissimo, un passato legato all’antico Egitto, a una civiltà misteriosa e a eventi che mettono in discussione la stessa natura dell’umanità. Ci sono i sarcofagi inversi, elemento centrale della vicenda e origine del titolo, c’è Spader, l’egittologo che si ritrova coinvolto in una realtà molto più grande delle sue conoscenze. E poi c’è Imothep, un personaggio che, per me, rappresenta uno degli aspetti più affascinanti del romanzo. Non è semplicemente il sacerdote dell’antico Egitto che Elisabeth incontra durante il suo viaggio, è qualcosa di molto più antico e potente, una presenza che custodisce una storia d’amore millenaria, quella con Neferisi, la regina che continua a vivere, in qualche modo, attraverso Elisabeth.

Ed è proprio qui che la storia si fa particolarmente intrigante: Elisabeth non deve soltanto scoprire chi sia Imothep. Deve fare i conti con una parte di sé che non conosce, con ricordi che sembrano non appartenerle e con un’identità che affonda le proprie radici in un’altra epoca.
C’è una frase del romanzo che, a mio avviso, racchiude perfettamente questo percorso: «La realtà non è mai come appare.» È una frase semplice, ma contiene una delle domande che attraversano tutta la storia: quanto di ciò che vediamo corrisponde davvero alla verità? E quanto, invece, ci sfugge perché non siamo ancora pronti a comprenderlo?

Imothep e Neferisi: quando il passato non vuole scomparire
Se dovessi scegliere uno dei fili emotivi più intensi di Entità Inverse, sceglierei proprio il legame tra Imothep e Neferisi. Immaginate un amore che attraversa i secoli, un sentimento che non si spegne con la morte, che sopravvive al tempo e che trova una possibilità di rinascita in una persona vissuta migliaia di anni dopo. Elisabeth si ritrova davanti a qualcosa che non può spiegare razionalmente. Quando incontra Imothep nelle sue vere sembianze, qualcosa dentro di lei si risveglia, non è soltanto il riconoscimento di un uomo, è il riaffiorare di una memoria che sembra appartenere a un’altra vita.
Nel romanzo ho scritto:
«Dell’antica rinascita e del suo amore millenario.»

È proprio questo il senso di quel legame: il tempo può separare, trasformare, cancellare le tracce, ma cosa succede quando un sentimento riesce a sopravvivere a tutto? Naturalmente non è una storia d’amore convenzionale, è un intreccio di destino, identità, desiderio, responsabilità e scelte difficili. E dietro tutto questo c’è una trama fantascientifica che si allarga progressivamente, coinvolgendo il destino dell’umanità e i misteri di una civiltà che potrebbe essere stata molto diversa da come la immaginiamo. Non vi racconto altro. Alcune porte è meglio aprirle leggendo.
La prima pubblicazione: un sogno che diventa un libro vero
Arrivare alla pubblicazione di un romanzo è un’emozione difficile da spiegare a chi non l’ha mai vissuta. Fino a quel momento hai avuto davanti a te un manoscritto, pagine e pagine che soltanto tu conosci davvero. Hai trascorso tempo con i tuoi personaggi, hai costruito dialoghi, ambientazioni, situazioni. Hai riletto, corretto, modificato. Poi, un giorno, quel lavoro diventa un libro.
Entità Inverse ha trovato la sua prima casa editoriale con la casa editrice Montedit, nella collana narrativa I Salici. Ricordo il significato che aveva per me quel passaggio: non era più soltanto una storia scritta da me, custodita nel mio computer, era diventata un’opera pubblicata, con una copertina, un titolo, un numero di pagine e la possibilità di raggiungere altri lettori. E c’era anche un dettaglio al quale tenevo particolarmente: l’illustrazione originale della copertina era stata realizzata da me. Non poteva essere diversamente, volevo che anche l’immagine del libro portasse qualcosa della mia identità creativa. Vedere il proprio nome associato a un libro pubblicato è una soddisfazione enorme, ma è anche un momento in cui ti rendi conto che scrivere è una cosa e affrontare il mondo editoriale è un’altra.
Ci sono aspetti pratici, contratti, tempi, revisioni, impaginazione e tante cose che impari strada facendo. E poi c’è la parte più delicata: lasciare andare una storia che fino a quel momento era stata soltanto tua e permetterle di incontrare il giudizio degli altri. Perché quando pubblichi un libro, in qualche modo, ti metti a nudo.

Dieci anni dopo: perché ho deciso di riportarlo su Amazon
La vita, come sappiamo, non segue sempre i programmi che avevamo immaginato. Dopo la prima pubblicazione sono passati gli anni, sono cambiate tante cose, sono arrivate nuove esperienze, nuove strade e anche periodi nei quali la scrittura è rimasta un po’ in disparte. Ma una cosa non è cambiata: Entità Inverse è rimasto mio. Non intendo soltanto nel senso di esserne l’autrice, intendo che quella storia ha continuato ad avere un posto nella mia vita.
A volte un progetto non ha bisogno di essere abbandonato per lasciare spazio ad altro, può semplicemente aspettare. E così, dopo circa dieci anni, ho deciso di riprenderlo. Questa volta volevo fare qualcosa di diverso: riportarlo sul mercato in formato digitale, attraverso Amazon Kindle, gestendo direttamente il processo di pubblicazione. Ho ripreso il manoscritto, ho lavorato nuovamente sul testo, ho controllato la formattazione, gli spazi, le pagine e tutti quei dettagli che, quando si prepara un libro per la pubblicazione digitale, diventano importantissimi. Ho recuperato la copertina originale, quella che avevo illustrato io, e ho lavorato a una veste grafica più moderna, con un’impostazione tipografica più attuale. Poi è arrivato il momento di affrontare Amazon KDP… e devo essere sincera: non è stato tutto immediato! Tra impostazioni, caricamento dei file, conversione del manoscritto, controlli dell’anteprima, metadati, prezzo e royalties, ho dovuto imparare parecchie cose.

Ho preparato il file definitivo, ho generato il formato KPF e ho seguito la procedura fino all’invio del libro in revisione. E quando finalmente ho visto il progetto procedere verso la pubblicazione, ho provato una sensazione particolare. Era come ritrovare una parte di me che avevo lasciato in sospeso, non stavo semplicemente pubblicando un ebook, stavo dando una seconda possibilità a un progetto nel quale avevo investito fantasia, tempo, energie e una parte importante della mia storia personale. E questa volta ero io a occuparmi direttamente di tutto!
Cosa ho imparato pubblicando il mio libro
Se c’è una cosa che questa esperienza mi ha insegnato è che scrivere un libro non significa soltanto avere una bella idea. L’idea è il punto di partenza, poi comincia il lavoro vero!
Ecco alcune cose che mi sento di condividere con chi ha un romanzo nel cassetto e sogna, prima o poi, di vederlo pubblicato.
1. Non aspettare di avere l’idea perfetta
Molte persone hanno una storia in testa da anni. La raccontano agli amici, immaginano i personaggi, pensano a come potrebbe iniziare e finire, poi non scrivono mai. Il mio consiglio è di cominciare. Anche da una pagina, da una scena, da un dialogo. Non serve avere immediatamente tutta la trama sotto controllo, serve iniziare a darle una forma.
2. Crea personaggi che abbiano una vita propria
Un lettore può dimenticare un dettaglio della trama, ma difficilmente dimentica un personaggio che lo ha coinvolto. Prima di scrivere, prova a conoscere davvero i tuoi protagonisti: cosa desiderano, cosa temono, cosa nascondono, quali contraddizioni li rendono umani. Elisabeth, per esempio, non è soltanto una protagonista coinvolta in un mistero millenario, è una ragazza che deve confrontarsi con la propria identità, con sentimenti complessi e con un destino che non ha scelto consapevolmente. È questo che la rende interessante.
3. Rileggi, correggi e non innamorarti troppo delle prime versioni
Lo so, questa è forse la parte meno divertente! Quando scrivi una scena che ti piace, vorresti lasciarla esattamente com’è, ma rileggere con spirito critico è indispensabile. Controlla la coerenza della storia, i dialoghi, i tempi narrativi, le ripetizioni e la fluidità. Se puoi, affidati a un buon correttore di bozze e a un professionista dell’editing, sono due lavori diversi e possono fare una grande differenza. E fai leggere il tuo manoscritto almeno ad altre tre persone a te vicine, perchè a chi lo ha scritto molti errori non saltano agli occhi!!!
4. Informati prima di scegliere come pubblicare
Esistono diverse strade: casa editrice tradizionale, editoria indipendente e autopubblicazione. Ognuna ha caratteristiche, vantaggi e responsabilità differenti. Se scegli una casa editrice, leggi attentamente il contratto: durata, diritti ceduti, royalties, costi, distribuzione e condizioni per le nuove edizioni. Se scegli il self-publishing, come ho fatto io con il ritorno di Entità Inverse, devi sapere che sarai coinvolto in molti passaggi. Amazon KDP, per esempio, permette di pubblicare autonomamente un ebook, ma dovrai occuparti del manoscritto, della copertina, della descrizione, delle categorie, delle parole chiave e della promozione. Non improvvisare: informati sulle condizioni aggiornate della piattaforma e prenditi il tempo necessario.
5. Non sottovalutare copertina e descrizione
La copertina è il primo incontro tra il lettore e il tuo libro, deve incuriosire, comunicare il genere e avere una qualità grafica adeguata. La descrizione, invece, deve raccontare abbastanza da invogliare alla lettura, ma non tanto da svelare i momenti decisivi della storia. Non scrivere un riassunto di tutto il romanzo, cerca di trasmettere l’atmosfera, il conflitto e le domande che il lettore potrebbe voler scoprire.
6. Impara a promuovere il tuo lavoro
Questo è un aspetto che spesso viene sottovalutato. Pubblicare non significa automaticamente essere letti, bisogna raccontare il proprio libro, far conoscere i personaggi, condividere estratti, parlare del percorso che ha portato alla sua realizzazione e trovare il proprio pubblico. I social e un blog possono diventare strumenti preziosi, non è necessario trasformarsi in venditori, è molto più interessante far entrare le persone nel mondo che hai creato, mostrare cosa si nasconde dietro le pagine e lasciare che si incuriosiscano. E soprattutto, non scoraggiarti se i risultati non arrivano immediatamente, un libro ha bisogno di tempo per trovare i suoi lettori.
Il mio consiglio più importante? Non pensare che sia troppo tardi
Questa è la parte che sento più vicina a me, perché oggi, mentre mi occupo nuovamente di Entità Inverse, mi rendo conto che la mia storia non riguarda soltanto la scrittura, riguarda anche la possibilità di riprendere in mano qualcosa che ci appartiene, dopo aver attraversato periodi diversi della vita. A volte cambiamo strada, ci occupiamo di altro, mettiamo da parte le nostre passioni perché ci sono altre priorità, e non c’è niente di sbagliato in questo. Ma non dobbiamo convincerci che una parentesi significhi necessariamente una fine.
Io ho continuato a essere una persona creativa anche quando la mia vita professionale ha preso direzioni differenti, ho continuato ad amare il disegno, le idee, i progetti e tutto ciò che mi permette di esprimermi. E oggi scrivere è tornato ad avere uno spazio importante. Non mi sento una persona che ricomincia da zero, mi sento una persona che riprende il filo di qualcosa che non aveva mai davvero interrotto.
E forse è proprio questa la differenza. Non bisogna necessariamente avere vent’anni, una strada già tracciata o tutte le condizioni perfette per realizzare un progetto, bisogna avere ancora voglia di provarci!
E adesso? Il viaggio continua.
Oggi Entità Inverse è nuovamente disponibile su Amazon Kindle.
Quando penso alla distanza che separa la prima pubblicazione da questa nuova edizione, mi viene spontaneo sorridere. Penso alle pagine scritte tanti anni fa, ai personaggi che hanno preso vita nella mia immaginazione, alla prima copertina che ho disegnato e a tutto il lavoro necessario per riportare questo romanzo tra i lettori. Penso anche a quanto sia strano ritrovare oggi una storia scritta in un’altra fase della propria vita. Rileggere certe pagine significa incontrare anche la persona che eri quando le hai scritte, e forse questo è uno degli aspetti più belli della creatività: le opere che realizziamo raccontano sempre qualcosa di noi, anche quando non ce ne rendiamo conto.
C’è un passaggio del romanzo che mi piace particolarmente, perché descrive un luogo che per me ha sempre avuto un fascino speciale:
«Il deserto sembrava ancora quello di un tempo.»

È una frase che mi fa pensare al tempo, alla memoria e a tutto ciò che riesce a rimanere immutato mentre intorno a noi cambiano le cose, un po’ come certe passioni. E mentre Entità Inverse torna a incontrare nuovi lettori, io sto anche lavorando a un’altra storia, un nuovo romanzo, un altro universo da costruire, altri personaggi che aspettano di prendere vita.
Ma questa è un’altra avventura. E per il momento preferisco custodirne ancora qualche segreto!
Oggi voglio semplicemente festeggiare questo ritorno. Non con la pretesa di aver raggiunto chissà quale traguardo, ma con la soddisfazione sincera di aver mantenuto una promessa fatta a me stessa: non lasciare che una parte importante della mia creatività rimanesse chiusa in un cassetto.
Una piccola domanda per voi
Avete anche voi un sogno che continuate a rimandare? Un libro da scrivere, un quadro da dipingere, un’attività da avviare, un progetto che ogni tanto riaffiora nei vostri pensieri e che non avete ancora avuto il coraggio di realizzare? Se sì, mi piacerebbe davvero conoscere la vostra storia. Perché non sappiamo mai quando arriverà il momento giusto per ripartire. A volte quel momento ce lo dobbiamo semplicemente concedere.
E se avete voglia di entrare nel mio mondo, vi aspetto tra le pagine di Entità Inverse.
📖 Entità Inverse
Un romanzo tra fantascienza, antico Egitto, misteri millenari, amore e destino.


Disponibile su Amazon Kindle.
https://www.amazon.it/dp/B0HQ7L2TJH?utm_source=chatgpt.com
Con affetto,
Ely
Una sognatrice, una creativa e una donna che non ha ancora finito di raccontare storie.

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